Nel cuore della Val Tiberina, tra le pieghe più intime dell’Appennino, nasce Terre di Beba: un progetto agricolo e vitivinicolo che unisce memoria familiare, visione contemporanea e rispetto profondo per la terra. Siamo nell’ultimo lembo della Toscana, al confine con l’Umbria, in un territorio ancora poco conosciuto per la viticoltura, ma ricchissimo di storia, cultura e tradizioni agricole. Qui, tra le colline che circondano Anghiari, Paola De Blasi ha scelto di restituire vita a una terra silenziosa ma generosa, dedicando il progetto a sua nonna Elena, detta “Beba”, donna longeva e radicata, custode di un sapere contadino trasmesso per gesti e per sguardi.
Il cuore del progetto è il recupero di antiche vigne storiche, un vigneto diffuso formato da piccoli appezzamenti sparsi tra le colline, spesso dimenticati, ora riportati in vita con attenzione e rispetto con pratiche che abbracciano l’agricoltura biologica. Le viti, piantate tra gli anni ’30 e ’50, sono custodi di varietà autoctone come Malvasia Toscana, Trebbiano Toscano e Spoletino, Canaiolo Bianco e Rosso, Sangiovese, Mammolo, Ciliegiolo: una biodiversità preziosa, viva, che merita ascolto. Ogni vigna ha un nome, una storia, un’anima. Ognuna racconta un angolo diverso di questa Toscana silenziosa, e lo fa attraverso una viticoltura lenta, artigianale, radicata nella tradizione ma aperta alla sperimentazione.
Terre di Beba è un atto d’amore per la terra e per chi l’ha coltivata prima. È un progetto che guarda indietro per andare avanti, che unisce le radici al futuro, che vuole dare voce a un territorio dimenticato dal vino ma pieno di potenziale, cultura e umanità.